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Da marzo a ottobre 2026

al MEAB – Museo Etnografico dell’Alta Brianza

Voci, gesti, culture
Tra locale e globale

21 esima edizione

Gli incontri del 2026 al MEAB si apriranno con un importante fuori programma. Il 28 febbraio, infatti, il museo partecipa per la settima volta al World Anthropology Day proponendo un dibattito pubblico sul turismo e una speciale visita alla mostra, Souvenir. Turisti in Brianza e dalla Brianza in altri luoghi, in corso nella sede di Camporeso.

Da marzo fino a ottobre, poi, verranno proposti sette appuntamenti significativi per alcune scelte strategiche che distinguono la missione del museo.

Si darà infatti spazio a una ricerca che intende favorire la conoscenza delle piccole comunità straniere presenti in Brianza e sviluppare i rapporti del museo con esse. L’incontro successivo vuole rilanciare la mostra in corso, mettendo a confronto il lavoro di uno storico e quello di un’antropologa,
dedicati al turismo in due epoche diverse e nei vari contesti sociali.

L’esposizione temporanea trova inoltre, quest’anno, uno sviluppo ulteriore con uno spazio dedicato alla montagna, grazie a un progetto del Sistema Museale della Provincia di Lecco. Due appuntamenti saranno poi dedicati all’etnomusicologia e altrettanti alla documentazione filmata: pratiche fondamentali per “un museo delle voci e dei gesti” quale il MEAB vuole essere, che dalla sua progettazione ha investito sul patrimonio culturale immateriale e sulla sua valorizzazione.

In particolare la giornata dedicata a Febo Guizzi sottolinea l’importanza per il museo di fare conoscere alcuni di quelli che rappresentano i suoi “antenati e maestri”. L’esperienza di colleghi e studiosi che hanno speso una parte importante della loro vita per i musei etnografici, insieme ai loro collaboratori, sarà invece al centro dell’appuntamento dedicato in particolare al Museo del Lino, ma anche ad altri istituti del settore. In queste situazioni, a fronte di un patrimonio unico, custodito e valorizzato, in varie parti d’Italia i musei etnografici stanno vivendo una crisi profonda, su cui occorre ragionare in relazione al momento storico in cui ci troviamo.

Anche il tema dell’alimentazione, di cui si parlerà in ottobre, con i suoi aspetti sociali e culturali, fa parte dei campi privilegiati di interesse del MEAB, come mostrano il suo allestimento e le pubblicazioni che ha promosso con la Rete dei Musei Etnografici Lombardi. Ricordiamo infine che questi argomenti, insieme a numerosi altri, sono testimoniati dai film di ricerca che rimangono nel tempo sul canale YouTube del Parco Monte Barro, dopo la chiusura delle esposizioni temporanee da cui nascono.

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TUTTI GLI INCONTRI:


Domenica 15 marzo 2026 – ore 15.30

Odilla Agrati:

Stranieri a casa nostra? Giovani di seconda generazione in un paese della Brianza

La ricerca è nata per una tesi di laurea che aveva origine da una serie di domande sulle vicende e le culture delle persone arrivate da altri Paesi, per poi considerare i giovani delle seconde generazioni dell’immigrazione, la loro esperienza scolastica, il loro ingresso nel mondo del lavoro, il loro processo di definizione identitaria. Questo studio ha sollecitato un’analisi della società d’approdo e di coloro che ci vivono, per procedere, in particolare, ad un confronto tra i giovani figli di immigrati stranieri e i giovani italiani, anche grazie ad un punto di osservazione privilegiato come quello dell’insegnante.


Domenica 12 aprile 2026 – ore 15.30

Pietro Dettamanti e Silvia Barberani:

Sul turismo: testimonianze storiche, fenomeni contemporanei

L’appuntamento rappresenta un’occasione importante per approfondire e ampliare la discussione sui temi della mostra Souvenir. Turisti in Brianza e dalla Brianza in altri luoghi, in corso al museo, mettendo a confronto le testimonianze storiche di alcuni viaggiatori stranieri che sono passati dal territorio studiato dal MEAB con le osservazioni e le riflessioni dell’antropologia sui fenomeni economici, sociali e culturali che caratterizzano il turismo di oggi.


Domenica 17 maggio 2026 – ore 15.30

Guido Raschieri, con testimonianze di Giorgio Foti, Massimo Pirovano, Domenico Torta:

“Febo Guizzi, etnomusicologo e antropologo”

ore 18.00 presso Villa Bertarelli:

Concerto della Compagnia Sacco: Cantata per Febo

A dieci anni dalla morte, il MEAB vuole ricordare la figura e l’opera di Febo Guizzi, etnomusicologo, etno-organologo, studioso di iconografia musicale e di storia degli strumenti musicali. Collaboratore di Roberto Leydi, Guizzi ha prestato la propria opera d’insegnamento presso diversi atenei italiani, sino a ricoprire l’incarico di Professore ordinario di Etnomusicologia all’Università di Torino. Nel corso del proprio ragguardevole itinerario scientifico, ha sostenuto in diverse occasioni il lavoro di indagine e divulgazione promosso dal museo di Galbiate. Fra le sue molte ricerche, in Italia e nel mondo, e le numerose pubblicazioni, va ricordato il monumentale Gli strumenti della musica popolare in Italia, terzo volume della Guida alla musica popolare in Italia curata da Roberto Leydi, da considerare come il più completo trattato sugli strumenti della tradizione popolare italiana.


Domenica 7 giugno 2026 – ore 15.30

Fabrizio Merisi e Pietro Clemente:

Vita e morte del Museo del Lino, e di altri musei etnografici

La vicenda del Museo del Lino di Pescarolo e Uniti comincia, precocemente per la Lombardia, negli anni ’70 grazie all’impegno spontaneo di un gruppo di raccoglitori e ricercatori, che intendono conservare, documentare e studiare la cultura contadina soggetta all’urto della meccanizzazione dell’agricoltura, con la conseguente svalutazione del lavoro manuale e la fuga dei contadini verso le periferie delle città industriali. Il museo manifesta quindi un impegno politico, oltre che scientifico: dopo cinquant’anni, tuttavia, l’impresa subisce la crisi del sostegno pubblico, come accade per altri musei etnografici e su questa storia i due studiosi ospiti si confronteranno con le loro riflessioni.


Domenica 5 luglio 2026 – ore 15.30

Paolo Vinati:

Storia di due etnologie: dalle ricerche sulla musica ai documentari

Allievo di Roberto Leydi, il protagonista dell’incontro racconta delle sue prime e numerose ricerche etnomusicologiche, svolte principalmente ma non solo sul campo, che gli hanno permesso di studiare e far conoscere importanti gruppi di cantori e suonatori tradizionali attivi in Italia e nei Balcani. Dalle registrazioni sonore il lavoro di Vinati si è poi evoluto verso la documentazione filmata grazie anche alle proficue collaborazioni con varie istituzioni culturali. Si parlerà perciò di alcuni di questi progetti, della loro realizzazione e delle scelte compiute dall’autore, anche attraverso una proiezione esemplificativa.


Domenica 20 settembre 2026 – ore 15.30

Giosuè Bolis, Angelo Cazzaniga, Massimo Pirovano:

Le stagioni di Angelo. Un film lungo un anno

Il documentario che viene presentato con questo appuntamento ha come protagonista e coautore l’ultimo abitante nato e cresciuto nel borgo rurale di Biglio, frazione di Valgreghentino. Seguendo Angelo Cazzaniga nella sua vita quotidiana per un anno intero è possibile scoprire una serie di conoscenze e di pratiche relative all’agricoltura tradizionale e più in generale ai diversi aspetti della natura del luogo, ormai quasi abbandonato. Le stagioni del protagonista, però, sono anche quelle di un’esistenza passata in fabbrica senza abbandonare la campagna, dove i cambiamenti dell’ambiente e delle attività tradizionali si intrecciano ai saperi e alle pratiche della memoria.


Domenica 11 ottobre 2026 – ore 15.30

Angela Molinari e Manuela Tassan:

Alimentare il sociale. Sguardi etnografici sulla produzione e il consumo di cibo nella contemporaneità

Le curatrici del libro, che qui viene presentato, mostrano, a partire da specifici casi studio, i modi in cui il cibo alimenta il sociale costruendo relazioni tra esseri umani e ambienti. Superando la dicotomia natura-cultura, le ricerche contenute nel volume, realizzate in Italia, Marocco e Perù, illustrano come le persone, nella concretezza delle pratiche quotidiane, attuano forme implicite o esplicite di resistenza nei confronti di un riduzionismo alimentare che trasforma ciò che mangiamo in un mero nutrimento medicalizzato o in un prodotto di mercato pianificato e standardizzato attraverso il sapere scientifico. Su questi processi culturali, che rivestono un ruolo chiave nella contemporaneità, l’antropologia ha ancora molto da dire.



Museo Etnografico dell’Alta Brianza
Località Camporeso – GALBIATE (LC) – Telefono: 0341.240193 – 542266
Il museo è aperto il martedì, mercoledì, venerdì: 9-12.30
sabato e la domenica: 9-12.30 14-18
Info: Parco Monte Barro tel. 0341.542266 http://meab.parcobarro.it/
Per comunicazioni: meab@parcobarro.it Cerca il MEAB su Facebook e Instagram

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